{"id":1872,"date":"2024-06-24T11:42:15","date_gmt":"2024-06-24T09:42:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/?p=1872"},"modified":"2025-02-19T16:19:02","modified_gmt":"2025-02-19T15:19:02","slug":"il-viaggio-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/il-viaggio-del-ricordo\/","title":{"rendered":"Il viaggio del ricordo"},"content":{"rendered":"<div class=\"xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">\n<div id=\"attachment_1875\" style=\"width: 692px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1875\" class=\"wp-image-1875 size-large\" src=\"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.26.40-e1719221847702-682x1024.jpeg\" alt=\"Magazzino 18 (ora 26)\" width=\"682\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1875\" class=\"wp-caption-text\">Magazzino 18 (ora 26)<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Il 10 febbraio scorso \u00e8 stato il XX\u00b0 anniversario della \u201cGiornata del Ricordo\u201d, istituita dal Governo italiano in memoria delle vittime delle foibe, nonch\u00e9 dell\u2019esodo giuliano-dalmata, in occasione del quale il Comune di Roma ha organizzato un viaggio nei pressi della citt\u00e0 di Trieste e dintorni, rivolto agli studenti e alle studentesse delle classi finali della scuola secondaria, cos\u00ec da ripercorrere una parte di Storia italiana che \u00e8 rimasta per troppo tempo nell\u2019obl\u00eco.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">La possibilit\u00e0 di partecipare ad un viaggio del genere \u00e8 certamente stata di inestimabile privilegio per noi studenti, in quanto abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di ascoltare diverse testimonianze, sia dirette che indirette, riguardanti l\u2019orrore, la disperazione e il dolore conseguenti all\u2019esodo. Non solo: le visite guidate, a partire dal Sacrario di Redipuglia, continuando con il Centro di raccolta profughi di Padriciano, la foiba di Basovizza, la Risiera di San Sabba e l\u2019ex Magazzino 18 (odierno Magazzino 26), ci hanno permesso di vivere a pieno l\u2019esperienza, rendendoci a nostra volta, seppur indirettamente, testimoni del dolore vissuto dagli esuli.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Certo \u00e8, che non potremo mai comprendere fino in fondo gli stati d\u2019animo da loro provati cos\u00ec come non potremo mai comprendere il dolore di coloro che sono stati vittima delle foibe, malgrado gli sforzi. L\u2019unica cosa che possiamo fare \u00e8 ricordare studiando la Storia, non dimenticando le atrocit\u00e0 commesse da chi ha vissuto prima di noi ed ha deciso di farlo privandosi del minimo senso di umanit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Sacrario di Redipuglia<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">La prima visita guidata da cui questo \u201cViaggio del Ricordo\u201d ha avuto inizio \u00e8 stata quella al Sacrario militare di Redipuglia, in provincia di Gorizia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Il Sacrario venne commissionato da Benito Mussolini, con l\u2019intento di costruire un vero e proprio memoriale bellico: ne \u00e8 dimostrazione la collocazione proprio sul fronte occidentale, ove concedere sepoltura ai corpi esanimi dei soldati caduti durante la Grande Guerra risultava pi\u00f9 tempestivo. In verit\u00e0, l\u2019idea di costruire un sacrario matur\u00f2, viste le condizioni trasandate del Cimitero Sant\u2019Elia anch\u2019esso inaugurato da Benito Mussolini, in presenza del re nel Maggio del 1923.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Tale cimitero, omonimo al monte su cui era sorto, era antistante al Sacrario che sarebbe stato costruito di l\u00ec a poco, ospitava all\u2019incirca 30 000 caduti e viene considerato la sua prima necropoli.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Inaugurato nel 1938, il Sacrario presenta una struttura ben pi\u00f9 complessa del cimitero, anche considerato il numero decisamente pi\u00f9 considerevole di caduti sepolti al suo interno.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">I 100187 caduti giacciono infatti in uno schieramento militare vero e proprio, alla cui base si trovano le tombe del Comandante della IIIa Armata, nonch\u00e9 Duca D\u2019Aosta, e i suoi generali, dietro i quali si scorgono, in 22 gradoni, i sepolcri dei caduti, per primi e in ordine alfabetico i noti e successivamente gli ignoti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Degna di nota risulta anche la tomba di Margherita Kaiser Parodi, posta in prima fila e riconoscibile dalla croce scolpita sulla facciata. Fu l\u2019unica donna sepolta nell\u2019intero Sacrario, prest\u00f2 servizio come infermiera ai soldati infermi e non cess\u00f2 di lavorare neanche quando il suo ospedale venne bombardato, motivo per cui le fu conferita la \u201cMedaglia di Bronzo al Valor Militare\u201d. Scomparve alla giovane et\u00e0 di 21 anni a seguito dell\u2019epidemia di Spagnola che si diffuse al temine della Guerra.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Campo profuggu di Padriciano<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Il pomeriggio del primo giorno del nostro viaggio, ci siamo recati presso il C.P.R. di Padriciano: il centro di raccolta profughi. Qui ci \u00e8 stata mostrata e spiegata la storia di come il vecchio e dismesso comprensorio delle forze angloamericane del Territorio libero di Trieste divenne una struttura utilizzata per fronteggiare l\u2019emergenza profughi degli anni \u201950, culminante dal 1954 in poi con l\u2019esodo dalla Zona B alla Zona A del Territorio Libero. Presentatoci come un punto essenziale per la conoscenza e l\u2019approfondimento del dramma dell\u2019Esodo giuliano-dalmata e delle condizioni in cui versavano gli esuli in fuga dalle persecuzioni della Jugoslavia comunista del dopoguerra, nel campo di Padriciano abbiamo potuto vedere le fondamenta delle baracche che \u201cospitavano\u201d le famiglie degli esuli ed osservare la mostra allestita con utensili, documenti, masserizie, foto e cartine geografiche. A ricordo della tragica vita consumata li\u2019 per tanti anni, nel piazzale del campo sono oggi presenti dei sassi che riportano le frasi di alcuni esuli che, dopo aver lasciato il campo per ricostruirsi una vita a Trieste e in tutta Italia, sono tornati a deporre una testimonianza di ci\u00f2 che avevano vissuto.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Colpisce il dolore muto vissuto da queste persone, mai protagoniste, mai alla ricerca di visibilita\u2019 o desiderose di fare conoscere la loro storia, una mitezza e rassegnazione che a venirne a conoscenza fa male.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Arriva il silenzio che ha accompagnato queste dolorose vicende, silenzio che diventa assenza ancora oggi nei libri di Storia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">La foiba di Basovizza<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Il secondo giorno del Viaggio del Ricordo ci siamo recati alla foiba di Basovizza dove e\u2019 stata deposta una corona da parte della Citta\u2019 metropolitana di Roma e dove siamo stati accolti dal direttore del Museo che ha ricostruito le dinamiche di quei terribili giorni. Nel Maggio del 1945 il pozzo di Basovizza divenne luogo di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti e civili da parte dei partigiani comunisti guidati da Tito. Le vittime erano italiane, uccise per ritorsioni dovute alle ragioni piu\u2019 diverse, per vendetta dopo tanti anni di odio ideologico ed etnico o anche per l\u2019acquisizione delle loro proprieta\u2019 ma ci furono pure vittime slovene, contrarie alla nascita di uno stato comunista iugoslavo. I partigiani titini legavano le vittime a due a due o a catena con del filo di ferro poi sparavano in testa ad una cosicche\u2019 cadendo nella foiba ( una voragine nel terreno profonda circa 300 mt) si portava dietro le altre e coloro che non morivano all\u2019 impatto morivano di stenti condannati ad una lenta, straziante agonia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Tutt\u2019 intorno alla foiba sono collocate delle lapidi in memoria dei caduti che richiamano i concetti di giustizia e amore, i due pilastri della vera pace e non della pace raggiunta attraverso l\u2019odio, la vendetta e le carneficine.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Risiera di San Sabba<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Il secondo giorno del Viaggio del Ricordo abbiamo visitato la Risiera di San Sabba, non appena arrivati siamo stati accolti dall\u2019assessore alla cultura del Comune di Trieste. In rappresentanza del Comune di Roma con noi per tutto il viaggio c\u2019e\u2019stato l\u2019assessore alla cultura del Comune di Roma, Miguel Gotor.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">La Risiera, prima del 1943, era uno stabilimento per la pilatura del riso, dopo l\u2019Armistizio del 1943 Trieste \u00e8 stata occupata dai nazisti che ne hanno fatto un campo di concentramento, dove sono stati rinchiusi principalmente partigiani italiani, ma anche prigionieri sloveni e croati e circa 20 ebrei.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">All\u2019interno di essa abbiamo visto il luogo dove presumibilmente si trovava il forno crematorio fatto esplodere dai tedeschi in fuga e abbiamo ascoltato dalla guida come nelle celle ancora ben visibili i nazisti torturavano i prigionieri.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Io penso che luoghi come la Risiera di San Sabba siano fondamentali per ricordarci la barbarie dei regimi totalitari e fare in modo che tragedie simili non si ripetano pi\u00f9.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Magazzino 18, Trieste<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Lettere, fotografie, pagelle, diari, pianoforti, specchi, armadi, montagne di sedie ammucchiate, tutto questo c\u2019e\u2019 nel magazzino 18, ora 26, nel porto vecchio di Trieste. Queste cose erano appartenute a chi, dopo il trattato di Parigi del 1947 che assegnava vasti territori dell\u2019Istria e della fascia costiera alla Iugoslavia dopo la sconfitta dell\u2019Italia nella seconda guerra mondiale, scelse di abbandonare la propria terra diventando esule pur di non restare nella Iugoslavia di Tito. In questo luogo gli esuli, prossimi ad affrontare lunghi anni nei campi profughi o viaggi da emigranti per destinazioni lontane, lasciarono le loro cose in attesa di rientrarne in possesso. Pagine poco conosciute del nostro Novecento, come quella della strage di Vergarola ( Pola), legata ai drammatici episodi delle foibe e dell\u2019esodo di migliaia di italiani in fuga dall\u2019Istria, dalla Dalmazia, da Fiume. Il 18 Agosto 1946 moltissimi italiani assistono ad una gara velica sulla spiaggia di Pola. Nel primo pomeriggio un\u2019esplosione uccide piu\u2019 di cento persone, in maggioranza donne e bambini. E\u2019 la strategia della tensione, creata per spaventare gli italiani e costringerli ad abbandonare la loro terra. Per decenni si e\u2019 parlato di mine abbandonate e di tragica casualita\u2019 ma si sapeva che l\u2019esplosione non sarebbe potuta avvenire senza l\u2019innesco di un detonatore. Il delfino di Tito, M.Gilas in un\u2019 intervista del 1991ad un quindicinale fiumano dichiaro\u2019: \u201c Nel 1946 io e E.Kardelj andammo in Istria ad organizzare la propaganda anti- italiana \u2026bisognava indurre gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. Cosi\u2019 fu fatto\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Abbiamo ascoltato testimonianze relative a chi fu prima deportato in un campo tedesco di concentramento ed una volta rientrato nei territori passati alla Iugoslavia fu dichiarato \u201c nemico del popolo\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">Tommaso Dalia 5D,<\/div>\n<div dir=\"auto\">Flaminia Fusco 5C,<\/div>\n<div dir=\"auto\">Francesco Medori 5E,<\/div>\n<div dir=\"auto\">Elisa Markaj 5FS,<\/div>\n<div dir=\"auto\">Raffaello Sebastianelli 5FS,<\/div>\n<div dir=\"auto\">Prof.ssa Carla D&#8217;Andrea<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div id=\"attachment_1880\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1880\" class=\"wp-image-1880 size-medium\" src=\"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-300x225.jpeg\" alt=\"Sacrario Redipuglia\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.16.38-333x250.jpeg 333w, 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aria-describedby=\"caption-attachment-1876\" class=\"size-medium wp-image-1876\" src=\"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-238x300.jpeg\" alt=\"Risiera di San Sabba\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-238x300.jpeg 238w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-812x1024.jpeg 812w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-768x969.jpeg 768w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-1217x1536.jpeg 1217w, https:\/\/www.liceodesanctisroma.edu.it\/scuola\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/WhatsApp-Image-2024-05-06-at-08.23.21-198x250.jpeg 198w, 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