Una lezione di legalità e memoria: il caso Elisa Claps contro la violenza di genere

L'IIS "Gaetano De Sanctis" ha ospitato un incontro con l'Associazione Penelope, trattando femminicidio e violenza di genere attraverso esperti e testimonianze.

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Nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità promosse dall’IIS “Gaetano De Sanctis”, su proposta della medesima Commissione, costituita dai prof. De Lellis, Travia, Sepe, Iaconello, Wolken, si è svolto nell’aula multimediale, venerdì 20 marzo 2026, un incontro significativo tra gli studenti e l’Associazione Penelope, nata nel 2002 con l’obiettivo di offrire sostegno alle famiglie delle persone scomparse e di promuovere la ricerca della verità e della giustizia.

Grazie alla Commissione di Educazione alla Legalità, è stato possibile proporre agli studenti un momento di alto valore civile e pedagogico, capace di coniugare informazione, riflessione e sensibilizzazione su tematiche di grande attualità. “Femminicidio e violenza di genere: il caso Elisa Claps” è stato il tema scelto dalla Commissione che ha coinvolto gli studenti in una riflessione oltre la cronaca nera. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Penelope, ha visto la partecipazione di figure chiave della vicenda giudiziaria e dell’attivismo sociale, come la partecipazione speciale da remoto di Gildo Claps, fratello di Elisa.

Ad aprire i lavori è stata la Dirigente scolastica, Dott.ssa Stefania Chimienti, che ha sottolineato l’impegno dell’Istituto verso il benessere psicologico degli studenti e la prevenzione della “fragilità genitoriale” in un’era dominata dai social media che richiede nuove attenzioni educative. Accanto a lei, i vertici dell’Associazione Penelope – la presidente nazionale Emanuela Zuccagnoli, la presidente di Penelope Lazio Laura Norma Barbieri e il vicepresidente Rocco Micale – hanno illustrato il lavoro quotidiano a supporto delle famiglie delle persone scomparse. Laura Barbieri ha condiviso la sua toccante esperienza personale come madre di Davide, scomparso nel 2008, ricordando come all’epoca non esistessero protocolli di ricerca strutturati. È stato proprio questo vuoto a spingere l’associazione Penelope, nata da un’idea di Gildo Claps, a lottare per la Legge 203 del 2012, che oggi impone l’accettazione immediata della denuncia di scomparsa.

Gildo Claps, con voce ferma, ha ripercorso i trent’anni di battaglia per la verità, evidenziando i fallimenti istituzionali e familiari che permisero a Danilo Restivo di restare impunito per diciassette anni. “In questa storia hanno fallito tutti”, ha dichiarato, riferendosi ai segnali ignorati dalla scuola e alla protezione garantita dai genitori di Restivo dopo un grave episodio di violenza avvenuto prima del 1993. Tuttavia, il messaggio finale di Gildo è stato di speranza. Grazie alla serie TV Rai e al libro dei diari di Elisa, la giovane è stata restituita alla sua dimensione umana: non più solo una “vittima”, ma una ragazza generosa che sognava di fare il medico in Africa. Un sogno che oggi vive nel dispensario “Il cuore di Elisa nel cuore dell’Africa” a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, finanziato anche grazie ai proventi della consulenza per la fiction.

Particolarmente apprezzato dagli studenti è stato l’intervento di Giulio Della Monica, l’attore che ha interpretato Danilo Restivo nella serie “Per Elisa”. Gli studenti hanno mostrato grande partecipazione, rivolgendo diverse domande all’attore per comprendere come sia stato possibile calarsi in un ruolo così oscuro e quanto sia stato faticoso interpretare un personaggio così controverso. Della Monica ha risposto descrivendo l’esperienza come un “meraviglioso viaggio” di crescita professionale e umana. L’attore che ha interpretato il personaggio omicida ha descritto il complesso lavoro psicologico a cui si è sottoposto per calarsi in una mente deviata. Ha raccontato di essersi documentato profondamente con l’aiuto di una terapeuta e di aver studiato testi di criminologia per comprendere le pulsioni di un serial killer. Si è anche soffermato su un concetto fondamentale per la prevenzione: la consapevolezza di essere “persone”, superando la dicotomia tra “buoni” e “cattivi” e rifiutando le rigide etichette di “bene” o di “male”. Per questa ragione, l’interprete di Danilo ha invitato gli studenti a rivendicare la propria natura di persone, in quanto riconoscere l’altro come persona significa anche prestare attenzione alle difficoltà e alle fragilità individuali. Inoltre, chiedere aiuto non è visto come un segno di debolezza, ma come un atto di forza necessario per creare la propria identità ed essere presenti a se stessi. In sintesi, far sentire tutti “persone” e restare consapevoli di questa complessità umana funge da strumento preventivo, poiché permette di cogliere i segnali di disagio prima che questi degenerino in violenza.

Infine, l’intervento della psicoterapeuta Simona Buonocore ha offerto una prospettiva clinica essenziale per comprendere le dinamiche della violenza, concentrandosi sulla necessità di saper leggere i segnali di disagio che precedono l’atto violento. Secondo l’analisi emersa durante l’incontro, è fondamentale che i giovani imparino a individuare le fragilità, proprie e altrui. Oltre al contributo criminologico, la dott.ssa Buonocore è stata indicata come la “colonna portante” dell’Associazione Penelope per il ruolo fondamentale che ricopre nel garantire un sostegno psicologico concreto alle famiglie colpite dal dramma della scomparsa, aiutandole a sostenere il peso del vuoto e dell’attesa, come dimostrano anche recenti casi nel Lazio, tra cui quello di Federica ad Anguillara.

Il momento culminante dell’evento è stato contrassegnato da un gesto di intensa partecipazione emotiva: gli studenti hanno consegnato simbolicamente a Gildo Claps un bouquet di fiori, suggellando la giornata con un eloquente messaggio di rinascita e impegno civile. A chiudere l’incontro è stata l’esortazione finale della presidente Zuccagnoli, che ha invitato i giovani a riscoprire la scrittura dei propri diari, senza delegare interamente ai social la narrazione di sé, richiamando il valore autentico dei sogni, della felicità e il coraggio necessario per chiedere aiuto nei momenti di fragilità.